IL TEATRO CARLO FELICE
La storia del teatro
Le Origini e l’inaugurazione
Entrare al Teatro Carlo Felice significa attraversare quasi due secoli di storia della città di Genova. Il teatro nasce da un’esigenza precisa: all’inizio dell’Ottocento, Genova non dispone ancora di un grande spazio capace di ospitare il melodramma, la forma di spettacolo più amata dell’epoca.
Siamo nel cuore della città, nell’area dove per secoli sorgevano il convento e la chiesa medievale di San Domenico, demoliti proprio per far spazio alla nuova struttura. Qui, su progetto dell’architetto genovese Carlo Barabino, prende forma un teatro moderno ed elegante, pensato per competere con i massimi palcoscenici italiani.
Il Teatro Carlo Felice viene inaugurato il 7 aprile 1828, alla presenza dei sovrani del Regno di Sardegna, Carlo Felice e Maria Cristina di Savoia. L’opera scelta per il debutto è Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini, appositamente rielaborata per l’occasione. Da quel momento, l’edificio diviene il fulcro della vita musicale e sociale della città.
Evoluzione e ferite storiche
Nel corso dell’Ottocento, il Carlo Felice si distingue come laboratorio di modernità: nel 1852 introduce l’illuminazione a gas e nel 1892 quella elettrica.
Tuttavia, la sua storia è segnata da una ferita profonda. Durante la Seconda guerra mondiale, il teatro viene gravemente colpito dai bombardamenti: il tetto crolla e gli interni sono devastati dal fuoco. Restano in piedi soltanto le strutture perimetrali esterne.
Eppure, la musica non si ferma. Genova continua a produrre opera in spazi provvisori e nel 1948, in una città ancora ferita, una giovanissima Maria Callas interpreta Tristano e Isotta. La sua voce diventa un potente simbolo di rinascita culturale.
La ricostruzione e il presente
Dopo decenni di concorsi, progetti e lunghe attese, il nuovo Teatro Carlo Felice viene finalmente ricostruito. Il progetto, firmato dagli architetti Aldo Rossi, Ignazio Gardella, Fabio Reinhart e Angelo Sibilla, porta alla riapertura ufficiale il 18 ottobre 1991, celebrata con le note de Il Trovatore di Giuseppe Verdi.
La rinascita risponde a due esigenze fondamentali: la ricostruzione nel luogo esatto del teatro originale e l’integrazione di tecnologie all’avanguardia che lo rendono oggi tra i più moderni d’Italia.
Simbolo di questo equilibrio tra passato e futuro è la torre scenica che ospita la macchina per muovere i palcoscenici con impianti elettronici e macchinari computerizzati molto sofisticati.
Il Carlo Felice di oggi è lo stesso teatro di un tempo, ma con un’anima rinnovata: un luogo dove la memoria storica non si è mai interrotta.
Architettura e spazi del teatro
L’esterno: tra passato e presente
Il Teatro Carlo Felice è facilmente riconoscibile nello skyline della città grazie alla sua struttura imponente, che si distingue tra gli edifici circostanti.
Osservando il teatro dall’esterno, si percepisce subito l’incontro tra epoche diverse. L’elemento che segna l’ingresso è il pronao. Si tratta di un grande porticato, simile alla facciata di un antico tempio greco. È sostenuto da colonne doriche, riconoscibili al tatto per le loro scanalature verticali, cioè solchi lunghi e regolari che percorrono la colonna dall’alto verso il basso. Sopra le colonne si trovano un’iscrizione in latino e la statua del Genio dell’Armonia.
Questo spazio è l’unica parte originale del teatro ottocentesco arrivata fino a noi. Insieme al pronao è sopravvissuto anche il terrazzo che si affaccia su via XXV Aprile, raggiungibile da uno dei foyer interni.
Da qui inizia simbolicamente il percorso nel teatro. Alle spalle del porticato si apre una piazza coperta, realizzata in pietra, metallo e vetro. Questo passaggio collega Piazza De Ferrari alla Galleria Mazzini, inserendo il Teatro Carlo Felice nel cuore della vita cittadina.
L’Ingresso e i Foyer
Entrando a sinistra, si trova la statua in marmo bianco di San Domenico. La sua presenza ricorda che il teatro sorge dove un tempo si trovava un antico convento. Accanto alla statua, sulla parete sinistra, si può ammirare il dipinto murale Vendemmia di Carlo Levi (1924). Sulla parete destra si trova invece l’opera Apollo e le Muse di Giuseppe Mazzei (1921).
Una grande scalinata conduce al guardaroba, realizzato in caldo legno di ciliegio.
Salendo ancora, si arriva al Primo Foyer, un salone molto ampio che si estende per tutta la lunghezza della facciata del teatro. Il pavimento è in marmo bianco di Carrara e marmo scuro, disposti a scacchiera, con quadrati chiari e scuri alternati.
Al centro del foyer si trova uno degli elementi più caratteristici del Teatro Carlo Felice: il faro.
È una struttura alta circa ventisette metri, con la forma di un grande cono verticale. Attraversa l’edificio dall’alto verso il basso, passando attraverso tutti i piani.
La sua funzione è portare la luce naturale dal tetto fino alla piazza coperta sottostante. La luce filtra attraverso quarantacinque finestre disposte lungo la struttura, illuminando gradualmente gli spazi interni del teatro.
Questo elemento architettonico richiama la Lanterna, il faro simbolo della città di Genova, da secoli punto di riferimento per chi arriva dal mare.
La Sala Grande: un teatro all’aperto
La sala principale ha una forma inusuale, detta a cavea: non ci sono i classici palchetti dei teatri all’italiana uno sopra l’altro, ma file di poltrone che si sviluppano a semicerchio, come in un teatro all’aperto. Le pareti della sala riproducono le facciate dei palazzi genovesi, con finestre, balconi e persiane.
Alzando lo sguardo, il soffitto è illuminato da 160 piccoli punti luce che evocano un cielo stellato.
Ogni materiale è scelto per rendere l’acustica perfetta. Le balaustre, ovvero i parapetti dei balconi, sono in marmo di Carrara. Le pareti sono rivestite in Bardiglio, un marmo grigio-blu che aiuta il suono a diffondersi con chiarezza.
Per i pavimenti e le finiture sono stati usati legni di pero e ciliegio, gli stessi usati dai maestri artigiani per costruire strumenti musicali.
Le poltrone in velluto rosso sono progettate affinché il suono resti identico sia con la sala piena che con la sala vuota.
Davanti al pubblico si trova il proscenio, la parte del palcoscenico che avanza verso la sala. È incorniciato da due grandi colonne in marmo rosso, una a destra e una a sinistra.
Il pavimento del proscenio è in legno ed è mobile. Può salire e scendere su diversi livelli. Quando si abbassa completamente, crea la buca dell’orchestra, lo spazio in cui si sistemano i musicisti durante gli spettacoli d’opera lirica.
Il sipario
Tra il palcoscenico e il proscenio si trova il grande sipario. È una struttura molto ampia, in metallo lucido, grande circa duecento metri quadrati.
Si tratta dell’opera Viva Schönberg, realizzata dall’artista Giovanni Ceccarelli, conosciuto con il nome d’arte Nerone. L’opera unisce scultura e pittura attraverso grandi lastre metalliche sovrapposte e dipinte. Rappresenta in modo astratto e geometrico l’idea dell’antico teatro. Al centro dell’opera è riconoscibile la sagoma di uno strumento a corda.
La torre scenica
Dietro il sipario si trova la torre scenica, il luogo in cui lavorano le squadre tecniche e dove prendono forma gli spettacoli.
Qui convivono il lavoro umano e macchinari complessi, che funzionano come grandi ingranaggi. La torre ospita infatti la macchina scenica, cioè l’insieme di sistemi che permettono di spostare scene, fondali e attrezzature durante gli spettacoli.
Il Teatro Carlo Felice dispone di quattro palcoscenici e una piattaforma girevole, gestiti da impianti elettronici e computerizzati, che permettono movimenti precisi e silenziosi.
Questi impianti di movimentazione scenica, le luci computerizzate, le sofisticate cabine di regia per le riprese e un’acustica fra le migliori in Italia sono tra le caratteristiche che rendono il Teatro Carlo Felice Genova una fabbrica di emozioni tra le più importanti in Italia.
Auditorium Eugenio Montale
Di fronte all’ingresso principale si accede alla sala polifunzionale dell’Auditorium con 200 posti a sedere e un piccolo palcoscenico, adibita a conferenze, convegni, incontri musicali, dotata di schermi per proiezioni, impianto di amplificazione.
Il cuore pulsante della Fondazione Teatro Carlo Felice
Contesto culturale e attività
La Fondazione Teatro Carlo Felice è una delle quattordici Fondazioni Lirico-Sinfoniche italiane riconosciute dallo Stato. Gode di un prestigio consolidato nel panorama nazionale e internazionale per la produzione e la diffusione della cultura musicale.
Rappresenta il principale polo musicale e culturale della città di Genova. Promuove ogni anno una Stagione d’Opera Lirica, di Sinfonica e di Balletto, oltre al prestigioso Nervi International Ballet Festival, assumendo un ruolo di riferimento identitario e sociale per il territorio.
Eccellenza artistica e grandi maestri
L’Orchestra e il Coro del Teatro sono formazioni stabili e versatili. Il loro repertorio attraversa secoli di musica, dal Seicento fino alle composizioni contemporanee. Si distinguono per la qualità artistica e per la capacità di rinnovarsi. Il Coro, in particolare, si è dedicato anche alle forme polifoniche medievali e rinascimentali.
Sin dagli anni Cinquanta, sul podio si avvicendano direttori di rilevanza internazionale. Tra i numerosi nomi illustri si ricordano: Igor Stravinsky, Claudio Abbado, Riccardo Muti, Daniel Oren, Zubin Mehta, Lorin Maazel. Attualmente, la Fondazione vanta la collaborazione di Fabio Luisi, Direttore Onorario dal 2012.
L’offerta artistica e culturale
Nelle sue stagioni, il teatro propone un repertorio ampio e diversificato. L’offerta artistica spazia dai grandi titoli della lirica alle opere inedite. Include concerti sinfonici e spettacoli di balletto, sia in stile classico sia contemporaneo.
La programmazione mostra inoltre una chiara apertura verso generi diversi, come il jazz e la musica d’autore.
L’attività della Fondazione non si limita allo spettacolo dal vivo. Si estende anche a progetti di approfondimento multidisciplinare. Questi includono conferenze, audizioni discografiche, percorsi multisensoriali e incontri diretti con le figure professionali del teatro, come musicisti, registi e direttori d’orchestra.
Nuove generazioni
Un’attenzione specifica è rivolta alla “Stagione per i giovani”. L’iniziativa si sviluppa attraverso una collaborazione attiva con le istituzioni scolastiche del territorio, con l’obiettivo di formare il pubblico di domani. Gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado vengono coinvolti in modo diretto e attivo.
Questo legame consolidato con il mondo della scuola, sostenuto dalla risposta entusiasta degli studenti e dalla collaborazione dei docenti, rappresenta per il Teatro Carlo Felice una fonte di energia sempre nuova ed elemento fondamentale per l’investimento in nuovi progetti culturali e sociali.
Nel 2021 la Fondazione ha istituito l’Accademia di Alto Perfezionamento per Cantanti Lirici e Pianisti Accompagnatori. La direzione artistica è affidata al tenore genovese Francesco Meli.
L’Accademia è un centro di eccellenza che offre ai giovani talenti percorsi avanzati di studio e di pratica scenica, guidati da maestri di fama internazionale.