A cura di
Federico Bertolani
Da Il campiello
musica di Ermanno Wolf-Ferrari
Direttore
Francesco Ommassini
Regia
Federico Bertolani
Scene
Giulio Magnetto
Costumi
Manuel Pedretti
Luci
Claudio Schmid
Maestra del Coro
Patrizia Priarone
Assistente alla regia
Barbara Pessina
Gasparina
Bianca Tognocchi
Dona Cate Panciana
Leonardo Cortellazzi
Luçieta
Gilda Fiume
Dona Pasqua Polegana
Saverio Fiore
Gnese
Benedetta Torre
Orsola
Paola Gardina
Zorzeto
Matteo Mezzaro
Anzoleto
Gabriele Sagona
Il Cavaliere Astolfi
Biagio Pizzuti
Fabrizio Dei Ritorti
Marco Camastra
Attori
Roberto Adriani, Katia Mirabella
Orchestra e Tecnici della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
In una fredda mattina due turisti si attardano ad ammirare le bellezze di un campiello veneziano, mentre la loro grande nave da crociera riprende il viaggio. Rimasti a terra, si rendono presto conto di essere “intrappolati” in una realtà magica sospesa nello spazio e nel tempo dove si parla una lingua antica ma affascinante. L’orologio della storia in questa piazzetta sembra essersi fermato al Settecento e il campiello man mano si popola dei suoi protagonisti: Luçieta, Gnese, Zorzeto con le loro buffe madri e poi ancora il Cavalier Astolfi, Gasparina e il suo “despota” zio. I due sprovveduti visitatori si ritrovano, non visti, ad assistere e a commentare le vicende che animano il campiello e che sono tipiche delle commedie goldoniana: schermaglie amorose, feste, giochi e immancabili baruffe. Solo a sera, quando la loro grande nave da crociera passerà di nuovo nelle vicinanze del campiello, i nostri due “viaggiatori nel tempo” potranno fare ritorno alla loro epoca.
E chissà se uno dei protagonisti del Campiello non sia desideroso di approfittare di questa finestra sul futuro per lanciarsi in una nuova avventura?
Tramite un escamotage drammaturgico questa riduzione dell’opera di Ermanno Wolf-Ferrari dona allo spettatore una sorta di moderna lente di ingrandimento per osservare il mondo goldoniano, immergercisi e coglierne appieno tutte le sfumature e… perché no? Tutta la sua modernità!
