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DO 11/02/2024 Ore 20:00 Biglietti non più disponibili
Dove:
Opera Carlo Felice Genova

Durata:
Prima parte: 39 minuti
Intervallo: 20 minuti
Seconda parte: 35 minuti
Durata complessiva: 1 ora e 34 minuti

 

 

 

MOZART L’ITALIANO

Alexander Lonquich dirige l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice di Genova

GIOVANNI BATTISTA SAMMARTINI
Sinfonia in re maggiore JC 17

WOLFGANG AMADEUS MOZART
Concerto per pianoforte e orchestra n. 19 in fa maggiore K. 459

GIOVANNI BATTISTA SAMMARTINI
Sinfonia in mi bemolle maggiore JC 26

WOLFGANG AMADEUS MOZART
Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in si bemolle maggiore K. 595

Direttore e solista
Alexander Lonquich

Orchestra dell’Opera Carlo Felice Genova

Fulcro principale del percorso artistico svolto con Mozart l’italiano è la ricerca attorno al rapporto tra Mozart e la scuola italiana del ‘700, con un focus sulla scrittura sinfonica. Questo programma indaga in particolare il legame tra Mozart e Giovanni Battista Sammartini (1700-1775), compositore milanese considerato da molti il padre della sinfonia. Uno dei grandi contributi di Sammartini fu lo sviluppo del genere sinfonia a partire dai concerti solistici e dalle sonate in tre movimenti di matrice barocca. Il suo catalogo conta più di 70 sinfonie, la cui diffusione è attestata in diversi centri culturali in tutta Europa, tra i quali Vienna e Parigi. Nonostante la grande influenza sugli sviluppi del Classicismo, negli anni successivi alla sua morte la maggior parte dei manoscritti di Sammartini finì sparsa in diversi archivi, e solo tra il 1960 e il 1976 il lavoro di catalogazione dei ricercatori Newell Jenkins e Bathia Churgin restituì un’immagine chiara del lavoro del compositore. In questo programma verranno eseguite le Sinfonie in re maggiore JC 17 e in mi bemolle maggiore JC 26. La Sinfonia JC 17 è stata con buone probabilità composta nel 1759, ed è costituita dai tre tempi: Spiritoso assai, Andantino e Presto. La ricercatezza nel dialogo tra strumenti e tra solo e orchestra – fondamentale espressione stilistica di Sammartini – rappresenta una rielaborazione del modello barocco. Il medesimo gusto si ritrova nella la scrittura della Sinfonia JC 26, nei tre movimenti Allegro assai, Allegrino e Allegrissimo, dove alla brillante invenzione tematica si aggiunge un ancora più marcato elemento ritmico.
Anche grazie all’intensa attività divulgativa nell’ambito della musica sinfonica e strumentale in senso lato, Sammartini divenne un riferimento per diversi giovani compositori che negli anni Sessanta e Settanta del Settecento lo conobbero personalmente viaggiando a Milano. Tra di essi Christoph Willibald Gluck, Johann Christian Bach, Luigi Boccherini e Mozart – che fece visita al maestro nel 1770.
L’influenza di Sammartini emerge nella personalissima scrittura di Mozart, non solo nelle prime sinfonie, ma anche nei concerti e nelle sonate dell’ultimo periodo di attività. Il programma alterna alle sinfonie di Sammartini i due Concerti per pianoforte e orchestra n. 19 in fa maggiore K 459 e n. 27 in si bemolle maggiore K 595, rispettivamente del 1784 e del 1791.  È interessante attestare un modello strutturale comune alle sinfonie di Sammartini e ai Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart, ovvero il concerto barocco in tre tempi. Da un punto di vista stilistico, i Concerti per solo e orchestra di Mozart aggiungono a tale modello strutturale una maggior inclinazione al sinfonismo, dando meno spazio al protagonismo virtuoso del solo in favore dell’equilibrio tra solo e tutti. Nel Concerto K 459 (eseguito per la prima volta in occasione dell’incoronazione di Leopoldo II a Francoforte nel 1790) si coglie singolarmente questo aspetto nel secondo movimento – Allegretto –, dove il tema principale viene esposto dall’orchestra e completato dal pianoforte secondo un principio di complementarità evidente. Il primo e il terzo movimento sono ricchi di contrasti tematici sempre gestiti nell’ottica di un grande equilibrio d’insieme, l’Allegro assai aggiunge inoltre un singolare spunto formale, con una struttura che unisce il rondò alla forma sonata e ancora alla fuga. Il Concerto K 595, l’ultimo concerto per pianoforte e orchestra di Mozart, venne completato nel 1791. L’Allegro introduce un’atmosfera introversa e intimista, di grande linearità formale ma anche varietà tematica. Il Larghetto che segue riprende un tema dalla Fedeltà premiata di Haydn, affidato in prima battuta al pianoforte, dal carattere di romanza dolce e malinconica. Il giocoso Allegro finale in forma di rondò-sonata riporta ad un’atmosfera leggera e brillante, il tema è molto affine a quello del coevo Lied «Sehnsucht nach dem Frühling» (Nostalgia di primavera).

Ludovica Gelpi