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DO 21/05/2023 Ore 20:00 Biglietti non più disponibili
Dove:
Opera Carlo Felice Genova

In stile italiano

Un percorso che trae ispirazione dalla tradizione musicale italiana. Riccardo Minasi dirige l’orchestra dell’Opera Carlo Felice

FRANZ SCHUBERT
Ouverture in re maggiore In stile italiano D. 590

FRANZ JOSEPH HAYDN
Scena di Berenice, Hob. XXIVa: 10 “Berenice, che fai?”

LUDWIG VAN BEETHOVEN
Scena e aria per soprano e orchestra op. 65 “Ah, perfido!”

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FELIX MENDELSSOHN
Sinfonia n. 4 in la maggiore Italiana op. 90

Soprano
Jane Archibald

Direttore
Riccardo Minasi

Orchestra dell’Opera Carlo Felice Genova

In stile italiano è un percorso attraverso alcuni brani che traggono ispirazione dall’Italia e dalla sua tradizione culturale e musicale.

Nel 1817, quando Schubert compose l’Ouverture In stile italiano, spopolavano a Vienna le opere di Rossini. Amatissime dal pubblico, opere come L’inganno felice e Tancredi portavano nella capitale austriaca un nuovo interesse per lo stile italiano al quale Schubert si ispirò nella composizione di due Ouverture, tra cui la D. 590 in re maggiore. Caratterizzata da una grande intensità sonora, l’Ouverture si apre con un Adagio molto lirico che dopo una breve transizione porta al fresco e brillante Allegro. In questa seconda sezione un tema è tratto da Tancredi, con una citazione quasi letterale dell’aria “Di tanti palpiti”. Anche la chiusura, con diverse cadenze e arpeggi, rimanda alla stretta finale tipica dei lavori rossiniani.

La scena di Berenice, composta a Londra nel 1795, reca una dedica a Brigitta Giorgi Banti, prima soprano dell’Opera Concert. Haydn trasse il testo, di carattere tragico, dall’Antigono di Metastasio, in particolare nel momento in cui Berenice abbandonata da Demetrio si prepara ad affrontare il proprio destino di solitudine. In questa cantata all’italiana emerge lo stile sinfonico di Haydn, e l’orchestra dialoga e partecipa attivamente al livello drammaturgico espresso dalla linea vocale.

“Ah, perfido!”, scena e aria per soprano, è forse stata in parte ispirata proprio dalla Scena di Berenice. Beethoven la compose in prima battuta per la contessa Josephine Clary, aristocratica e cantante dilettante. La destinazione era quindi quella di un contesto ristretto, salottiero. Nel 1796 tuttavia il compositore riprese e ampliò la stessa Scena e aria per Josepha Dusek, cantante molto rinomata soprattutto in ambito cameristico. Ora una vera e propria aria da concerto all’italiana, “Ah, perfido!” ha una scrittura quasi neoclassica, in cui si individuano diversi tratti di quel drammatismo musicale che sarà poi ampiamente sviluppato in Fidelio.

Proprio ad un soggiorno italiano attorno al 1830/31 risale la composizione della Sinfonia n. 4 Italiana di Mendelssohn. Eseguita per la prima volta con la direzione del compositore stesso alla Società Filarmonica di Londra, la sinfonia riscosse molto successo, e rappresenta una speciale sintesi tra classicismo e romanticismo. Il carattere è vivace, solare e cantabile, come appare subito evidente nell’Allegro iniziale. Lo stesso Andante, il movimento “meno italiano”, non cede alla malinconia, sfociando piuttosto in un atteggiamento lirico-sognante. Nel terzo movimento, simile al minuetto classico, con il protagonismo di corni e fagotti si rimanda ad un’atmosfera pastorale. Il vivace Saltarello finale è il riferimento più diretto alla cultura musicale italiana, in particolare alla musica popolare romana.

Ludovica Gelpi