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SA 18/05/2024 Ore 21:00 Biglietti non più disponibili
Dove:
Concattedrale dei Santi Maurizio e Compagni Martiri di Porto Maurizio, Imperia

Biglietti:
Ingresso gratuito con biglietto presso la sede del concerto

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Mozart l’italiano

Giulio Prandi sul podio con l’orchestra dell’Opera Carlo Felice. Musiche di Mozart, Pasquale Anfossi e Francis Poulenc

FRANCIS POULENC
Concerto F.P. 93
(trascrizione per organo solo di Giorgio Revelli)

WOLFGANG AMADEUS MOZART
Sinfonia n. 9 in do maggiore K. 73 (75a)

PASQUALE ANFOSSI
Sinfonia da La clemenza di Tito
(prima esecuzione in tempi moderni)

WOLFGANG AMADEUS MOZART
Sinfonia n. 16 in do maggiore K. 128

Organo
Giorgio Revelli


Direttore
Giulio Prandi

Orchestra dell’Opera Carlo Felice Genova

Il Concerto F.P. 93 ebbe una genesi travagliata, che iniziò nel 1934, quando Winnaretta Singer, principessa di Polignac, commissionò a Jean Françaix un brano per organo e orchestra. Il compositore si tirò indietro, la commissione passò così a Francis Poulenc, che lavorò al Concerto per quattro anni. Benché inizialmente dovesse trattarsi di una composizione lineare e di facile esecuzione, Poulenc si ispirò a Johann Sebastian Bach e Dietrich Buxtehude per realizzare invece un Concerto ampio e articolato. Nel lavoro di Poulenc, in un unico movimento con sette indicazioni di tempo senza interruzioni, le reminiscenze bachiane si uniscono a un’atmosfera lirica ed epica, ma anche a tecniche compositive prettamente novecentesche, all’ampio uso della dissonanza e a riferimenti al romanticismo musicale. Il Concerto viene in questa occasione eseguito nella trascrizione per organo solo di Giorgio Revelli.
La Sinfonia n. 9 di Mozart venne composta tra il 1769 e il 1770. Il compositore, che aveva allora quattordici anni, si preparava al suo primo viaggio in Italia. Non è chiaro se la composizione della Sinfonia iniziò a Salisburgo o durante il viaggio stesso, anche se molto probabilmente la prima esecuzione si tenne in Italia, dove in numerosi concerti Mozart propose la sua musica. È qui più che mai evidente l’influenza della scuola di Sammartini, incontrato proprio nel 1770, sullo stile del compositore. La Sinfonia è in quattro tempi: Allegro, Andante, Minuetto e Trio e Molto allegro, e mette in luce la sorprendente consapevolezza che Mozart aveva già a quell’età acquisito. Il carattere leggero e brillante, adatto alla destinazione di questa prima Sinfonia in do maggiore, mostra già diverse sfumature e una sapiente gestione delle linee strumentali, con soluzioni sorprendenti e innovative.
Pasquale Anfossi (Taggia, Imperia, 1727 – Roma, 1797), è stato uno tra i compositori italiani che influirono più direttamente sullo stile di Mozart. La sua produzione conta settantaquattro opere liriche e molti lavori di musica sacra. Non si dedicò al genere sinfonia in senso stretto, bensì alla sinfonia come brano d’apertura per le opere. La sua scrittura orchestrale si caratterizza così per la forte espressività, finalizzata a ritrarre l’atmosfera drammatica dell’opera che sarebbe seguita catturando i colori e gli affetti della narrazione. La Sinfonia dalla Clemenza di Tito, realizzata nel 1772, ricalca nei tre movimenti lo spirito raffinato della ricerca del compositore. Significativamente, lo stesso libretto metastasiano impiegato da Anfossi fu ripreso nella mozartiana Clemenza di Tito del 1791.
La Sinfonia n. 16 di Mozart risale a un periodo di poco seguente alla n. 9. Era il 1772, il compositore si trovava a Salisburgo, era rientrato dal primo viaggio in Italia ma si preparava a ripartire presto per la penisola. Come per la n. 9, si mantiene saldo il legame con la scuola italiana, qui esplorato attraverso una forma in tre tempi: Allegro maestoso, Andante grazioso e Allegro. A soli pochi anni di distanza, si nota una ancor maggiore ricercatezza timbrica e motivica, con echi tematici che il compositore avrebbe riutilizzato successivamente. L’Allegro finale mostra anche un’affinità con il concerto grosso italiano, laddove dal discorso orchestrale nasce un momento quasi solistico del corno.

Ludovica Gelpi

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