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ME 20/12/2023 Ore 20:00 Biglietti non più disponibili
Dove:
Opera Carlo Felice Genova

Durata:
Durata complessiva: 58 minuti

 

Evento annullato
La Direzione della Fondazione Teatro Carlo Felice comunica al gentile pubblico che, a causa dello sciopero della sigla del sindacato autonomo Snater, il concerto del 20 dicembre 2023, previsto alle ore 20.00, viene annullato e rinviato a data da destinarsi. La Direzione del Teatro precisa che alcune istanze rivendicative proposte dal citato sindacato implicherebbero, se accolte, l’effrazione delle norme e delle Leggi vigenti per le Fondazioni Lirico Sinfoniche.
La Direzione, nello scusarsi per il grave disagio procurato al nostro pubblico, comunica che i biglietti e i ratei di abbonamento potranno essere rimborsati con richiesta presentata entro l’8 gennaio 2024 o eventualmente commutati con la partecipazione alla recita dell’opera Èdith prevista per il 21 dicembre 2023, alle ore 20.00, o ad un concerto a scelta della Stagione Sinfonica 2023/2024.

 

CONCERTO DI NATALE

Claudio Marino Moretti alla guida del Coro dell’Opera Carlo Felice di Genova

ARVO PÄRT
Salve Regina
Littlemore Tractus
Spiegel im Spiegel

PĒTERIS VASKS
Plainscapes

ALFRED SCHNITTKE
Stille Nacht

PĒTERIS VASKS
The fruit of silence

Violino
Elisabetta Garetti

Violoncello
Federico Romano

Organo
Sirio Restani

Pianoforte
Patrizia Priarone

Direttore e solista
Claudio Marino Moretti

Coro dell’Opera Carlo Felice Genova

Salve Regina di Arvo Pärt è un brano per coro e organo composto nel 2001. Nel maggio del 2002 è stato eseguito per la prima volta alla Cattedrale di Essen, in Germania, in occasione dei 1150 anni dalla fondazione della stessa abbazia. (Una successiva versione per coro, celesta e orchestra d’archi è stata approntata dal compositore dieci anni dopo, nel 2011). La scelta del testo è attribuita al vescovo di Essen, Hubert Luthe, che desiderava celebrare l’abbazia con un inno alla Vergine. Lo stile di Pärt, noto per il minimalismo e una scrittura basata su un canto a metà tra monodia e polifonia, è riconoscibile, anche se il compositore intende qui creare un crescendo che dalle iniziali linee singole vede via via costruirsi la struttura armonica con la partecipazione dell’intero coro fino al climax finale. Anche la linea dell’organo ha funzione di accompagnamento, pur con alcuni passaggi di invenzione che Pärt definisce «alcune intriganti eccentricità nella parte dell’organo lungo il percorso».
Diversi sono gli elementi che accomunano Salve Regina e Littlemore Tractus, due composizioni che prevedono il medesimo organico, coro e organo, e con le quali il compositore sperimenta nell’ambito della musica sacra. Littlemore Tractus risale a soli due anni prima di Salve Regina, ed è stato commissionato in occasione dei 200 anni dalla nascita del Cardinale John Henry Newman, poeta e figura di grande rilievo nella cultura cattolica anglosassone. La composizione durò due anni, dal 1999 al 2001, quando la prima esecuzione di tenne alla Chiesa di Littlemore, vicino a Oxford. Il testo è tratto da parte di un sermone che lo stesso Newman tenne a Littlemore nel 1843, in cui il fedele confida nel ristoro e nella pace dopo la fatica. Anche in questo caso si percepisce un processo compositivo che dalla linea vocale singola si amplia nell’armonizzazione dell’intero coro, nonché l’importante influenza della ambient music – tassello fondamentale del pensiero musicale di Pärt – che emerge a pieno nel carattere spirituale del brano.
Spiegel im Spiegel (Lo specchio nello specchio) risale al 1978, ed è uno dei brani più celebri di Pärt. Venne originariamente composto per violino e pianoforte, per essere ripreso in seguito anche nella versione per viola o violoncello e pianoforte. Per certi versi manifesto della poetica di Pärt, Spiegel im Spiegel si basa sulla tecnica, propria del compositore, del “tintinnabuli”. Il termine fa riferimento al risuonare di una campana (in latino tintinnabulum), che il compositore riproduce tramite due elementi primari: una prima voce che riproduce in forma di arpeggio la triade della tonica, e una seconda voce che procede secondo un andamento diatonico. In questo brano la prima voce è quella del pianoforte, che ripete incessantemente le triadi di tonica, mentre il violino procede creando una linea melodica in risposta. L’andamento lento ma costante, con una tensione sottile, dà un carattere meditativo; il brano è entrato a far parte della colonna sonora di diversi film e serie TV, tra i quali This must be the place, del 2011 e Ted Lasso, del 2023.
Plainscapes è un brano per coro, violino d violoncello del compositore lettone Pēteris Vasks pubblicato nel 2002. Il titolo è un riferimento alle pianure della Lettonia, paesaggi che sono stati in diverse occasioni fonte d’ispirazione per il compositore. Al coro non è affidato alcun testo: il canto si sviluppa delineando un’atmosfera astratta e intima, sulla quale di intessono le linee del violino e del violoncello. La scrittura di Vasks fa riferimento alla tradizione tonale tanto quanto ai linguaggi del tardo Novecento, attraverso una rielaborazione personale e ispirata anche dei canti della tradizione lettone. Anche qui, emerge un’affinità stilistica con gli sviluppi della ambient music, dimensione che in Plainscapes emerge particolarmente nella scrittura vocale.
Stille Nacht (Silent Night) è uno dei più celebri canti di Natale; di origine austrica, il brano è stato tradotto in moltissime lingue e versioni diverse. Nel 1978 il compositore russo Alfred Schnittke ne scrisse una propria versione per pianoforte e violino. Il compositore decise di riprodurre la melodia originale introducendo però un fondamentale elemento di inquietudine, e offrendo quindi una prospettiva non tradizionale. Centrale nella composizione è l’ampio uso della dissonanza, che spezza continuamente la dolcezza della melodia, nonché di un basso ribattuto del pianoforte che agisce inesorabile come il rintocco di un orologio. La rilettura non si pone in contrasto con l’atmosfera natalizia, dichiarò infatti Schnittke: «Il significato della canzone Silent Night per me non è cambiato, è stato solo integrato da quelle distorsioni che aggiungono nuovi elementi atmosferici, che non devono essere percepiti come offensivi, ma – anche se fondamentalmente tristi – ancora natalizi».
The fruit of silence (Il frutto del silenzio) di Vasks, nasce su commissione dello Schleswig-Holstein Music Festival ed è stato eseguito per la prima volta nel 2013. Il brano, per coro e pianoforte, si ispira alle parole di Madre Teresa. Si tratta di una considerazione sulla natura del silenzio e della preghiera, vie attraverso le quali l’uomo ritrova la sua fede e quindi la pace. Il testo è composto da cinque frasi simmetriche, che la musica di Vasks riprende con un un’atmosfera meditativa e orientata verso una spiritualità di tipo religioso. I primissimi arpeggi del pianoforte, prima dell’intervento corale, sono una citazione a Spiegel im Spiegel di Pärt.

Ludovica Gelpi