Dicono di noi

12/11/2021
Bellini ritrovato conquista Genova
Avvenire – Agorà – Giacomo Gambassi
presentazione

In scena dopo 200 anni al Carlo Felice l’opera che aveva inaugurato il teatro. Bianca e Fernando. Gli spartiti originali del genio siciliano ritrovati fra l’Istituto mazziniano, il Conservatorio cittadino, Palazzo Lobkowicz a Praga e il museo di Catania. La musicologa Seminara: è stata una caccia al tesoro.

In scena dopo 200 anni al Carlo Felice l’opera che aveva inaugurato il teatro. Bianca e Fernando. Gli spartiti originali del genio siciliano ritrovati fra l’Istituto mazziniano, il Conservatorio cittadino, Palazzo Lobkowicz a Praga e il museo di Catania. La musicologa Seminara: è stata una caccia al tesoro.

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12/11/2021
Ecco Bellini ritrovato
Avvenire.it
link

Ecco Bellini «ritrovato»: dopo 200 anni in scena l’opera che inaugurò il teatro

 

Ecco Bellini «ritrovato»: dopo 200 anni in scena l’opera che inaugurò il teatro

 

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07/11/2021
Troni e fratelli: torna il Bellini di due secoli fa
Corriere – La Lettura – Gian Mario Benzing
estratto

L’identità musicale di Genova, ben al di là della figura iconica (e fagocitante) di Paganini, si ramifica in una fitta trama di connessioni culturali e in una pluralità di paesaggi sonori, ancora oggi, in buona parte, da esplorare. Una rivalutazione globale di questa costellazione storica è adesso al centro del progetto “Civiltà musicale genovese”, lanciato dal Teatro Carlo Felice (che festeggia i 30 anni dalla ricostruzione) e dal suo nuovo sovrintendente Claudio Orazi.

La settimana prossima, in un significativo exploit è la prima esecuzione in tempi moderni dell’opera Bianca e Fernando, nella versione che il 7 aprile 1828 inaugurò il Teatro Carlo Felice (…).

L’identità musicale di Genova, ben al di là della figura iconica (e fagocitante) di Paganini, si ramifica in una fitta trama di connessioni culturali e in una pluralità di paesaggi sonori, ancora oggi, in buona parte, da esplorare. Una rivalutazione globale di questa costellazione storica è adesso al centro del progetto “Civiltà musicale genovese”, lanciato dal Teatro Carlo Felice (che festeggia i 30 anni dalla ricostruzione) e dal suo nuovo sovrintendente Claudio Orazi.

La settimana prossima, in un significativo exploit è la prima esecuzione in tempi moderni dell’opera Bianca e Fernando, nella versione che il 7 aprile 1828 inaugurò il Teatro Carlo Felice (…).

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01/12/2021
Vincenzo Bellini: inaugura il Teatro Carlo Felice – Recensione di Silvia Campana
L’Opera
recensione

Uno degli scopi principali di una Fondazione lirica dovrebbe essere quello di valorizzare il patrimonio musicale ed artistico del suo territorio in un continuo e reciproco dialogo di collaborazione. Fedele a questa missione il Teatro Carlo Felice di Genova si è posto il rischioso obiettivo di proporre al pubblico genovese un’importante pagina della sua storia attraverso la rappresentazione dell’opera Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini, che inaugurò il Teatro il 7 aprile 1828.

(…)

Ottimo il lavoro compiuto da Donato Renzetti. L’avvicinamento cauto e rispettoso del direttore allo spartito si avverte fin dalle prime battute e coll’andare avanti del dramma colori, dinamiche e drammaticità si intrecciano, delineando un insieme compatto ed omogeneo di chiara efficacia teatrale. 

Una sala gremita da un pubblico curioso e attento ha siglato il successo dell’operazione (…).

 

 

Uno degli scopi principali di una Fondazione lirica dovrebbe essere quello di valorizzare il patrimonio musicale ed artistico del suo territorio in un continuo e reciproco dialogo di collaborazione. Fedele a questa missione il Teatro Carlo Felice di Genova si è posto il rischioso obiettivo di proporre al pubblico genovese un’importante pagina della sua storia attraverso la rappresentazione dell’opera Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini, che inaugurò il Teatro il 7 aprile 1828.

(…)

Ottimo il lavoro compiuto da Donato Renzetti. L’avvicinamento cauto e rispettoso del direttore allo spartito si avverte fin dalle prime battute e coll’andare avanti del dramma colori, dinamiche e drammaticità si intrecciano, delineando un insieme compatto ed omogeneo di chiara efficacia teatrale. 

Una sala gremita da un pubblico curioso e attento ha siglato il successo dell’operazione (…).

 

 

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01/12/2021
Facebook – Recensione di Alberto Mattioli
Facebook
post

Aggiornamento statistico. Ieri sera la mia recita d’opera numero 1.860: “Bianca e Fernando” al Carlo Felice, e solita non recensione della serata. Ovviamente impossibile perdere l’occasione (più rara che unica, comunque) di ascoltare questo Bellini… Dirige con la consueta strabiliante facilità Donato Renzetti.

Aggiornamento statistico. Ieri sera la mia recita d’opera numero 1.860: “Bianca e Fernando” al Carlo Felice, e solita non recensione della serata. Ovviamente impossibile perdere l’occasione (più rara che unica, comunque) di ascoltare questo Bellini… Dirige con la consueta strabiliante facilità Donato Renzetti.

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01/11/2021
Bellini ritrovato
Classic Voice
presentazione

Bianca e Fernando è l’opera che il 7 aprile 1828 inaugurò alla presenza dei reali sabaudi il nuovo Teatro Carlo Felice di Genova, con Vincenzo Bellini sul podio. Per celebrare quest’apertura furono mobilitati i più grandi operisti del tempo, da Gaetano Donizetti (Alina regina di Golconda) a Francesco Morlacchi (Colombo). Ma a differenza di queste partiture, la musica di Bianca e Fernando è stata per un secolo oggetto di ricostruzioni basate sulla prima versione dell’opera (Bianca e Gernando, libretto di Domenico Gilardoni) andata in scena al San Carlo due anni prima. Quanto Bellini fu invitato a Genova decise di riprenderla e, stavolta, su versi di Felice Romani, la riscrisse in molte parti, andate poi disperse. Grazie a a un capillare lavoro di ricerca promosso dal Carlo Felice con la musicologa Graziella Seminara, questi materiali sono tornati alla luce, rendendo a tutti gli effetti la messa in scena di Bianca e Fernando una prima esecuzione moderna (…).

Bianca e Fernando è l’opera che il 7 aprile 1828 inaugurò alla presenza dei reali sabaudi il nuovo Teatro Carlo Felice di Genova, con Vincenzo Bellini sul podio. Per celebrare quest’apertura furono mobilitati i più grandi operisti del tempo, da Gaetano Donizetti (Alina regina di Golconda) a Francesco Morlacchi (Colombo). Ma a differenza di queste partiture, la musica di Bianca e Fernando è stata per un secolo oggetto di ricostruzioni basate sulla prima versione dell’opera (Bianca e Gernando, libretto di Domenico Gilardoni) andata in scena al San Carlo due anni prima. Quanto Bellini fu invitato a Genova decise di riprenderla e, stavolta, su versi di Felice Romani, la riscrisse in molte parti, andate poi disperse. Grazie a a un capillare lavoro di ricerca promosso dal Carlo Felice con la musicologa Graziella Seminara, questi materiali sono tornati alla luce, rendendo a tutti gli effetti la messa in scena di Bianca e Fernando una prima esecuzione moderna (…).

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01/11/2021
Trent’anni di Carlo Felice, tra passato e futuro
Musica – a cura di Nicola Cattò
Intervista al Sovrintendente

Il 18 ottobre 1991 si inaugurava (con Il trovatore) il “nuovo” Carlo Felice, ricostruito dall’architetto Aldo Rossi: tre decenni dopo, il Sovrintendente Claudio Orazi celebra l’anniversario riproponendo il melodramma serio in due atti di Vicenzo Bellini Bianca e Fernando, in programma dal 19 al 30 novembre con la direzione di Donato Renzetti e la regia, le scene e i costumi di Hugo De Ana. Si tratta, infatti, dell’opera che il 7 aprile 1828 inaugurò il Teatro stesso, come ricorda una cronaca del tempo “alla presenza de’ Reali Sabaudi, tra i giubilo e l’ammirazione de’ cittadini e de’ molti forestieri tratti a Genova da così splendida festa”. Ma sarà solo la prima tappa di un progetto di rilancio del teatro (…).

Il 18 ottobre 1991 si inaugurava (con Il trovatore) il “nuovo” Carlo Felice, ricostruito dall’architetto Aldo Rossi: tre decenni dopo, il Sovrintendente Claudio Orazi celebra l’anniversario riproponendo il melodramma serio in due atti di Vicenzo Bellini Bianca e Fernando, in programma dal 19 al 30 novembre con la direzione di Donato Renzetti e la regia, le scene e i costumi di Hugo De Ana. Si tratta, infatti, dell’opera che il 7 aprile 1828 inaugurò il Teatro stesso, come ricorda una cronaca del tempo “alla presenza de’ Reali Sabaudi, tra i giubilo e l’ammirazione de’ cittadini e de’ molti forestieri tratti a Genova da così splendida festa”. Ma sarà solo la prima tappa di un progetto di rilancio del teatro (…).

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23/11/2021
Recensione Bianca e Fernando
Crescendo Magazine – Paul André Demierre
recensione

Une exhumation que l’on dira d’emblée mémorable!

(Una ricostruzione che potremmo definire in una parola: memorabile!)

Une exhumation que l’on dira d’emblée mémorable!

(Una ricostruzione che potremmo definire in una parola: memorabile!)

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21/11/2021
Recensione Bianca e Fernando
Der Opern Freund – Eva Pleus

Für eine solche doch recht einfach gestrickte Geschichte wäre ein realistisches Ambiente nicht am Platz gewesen, und der Regisseur Hugo De Ana als sein eigener Bühnen- und Kostümbildner hatte teilweise abstrakte Bilder entworfen, die aber immer wieder Poesie verströmten und etwa in der Anordnung weinender weibliche Gestalten durchaus auch an Canova erinnerten (…).

(Per una storia così semplice, un ambiente realistico non sarebbe stato appropriato, e il regista Hugo De Ana, in qualità di scenografo e costumista, aveva disegnato alcuni quadri astratti, che trasudavano poesia, ricordando nella disposizione delle figure femminili piangenti anche il Canova.)

Am Pult des Orchesters des Hauses erwies sich Donato Renzetti als ausgezeichneter Sachwalter von Bellinis Jugendwerk (…).

(Sul podio dell’orchestra di casa Donato Renzetti si dimostra un ottimo interprete dell’opera giovanile di Bellini)

Ausgezeichnet auch der von Francesco Aliberti einstudierte Chor des Hauses, der so kraftvoll wie nuanciert sang, obwohl er Masken trug. Die Georgierin Salome Jicia war mit schön timbriertem Sopran eine intensive Bianca, die sich in den dramatischen Ausbrüchen besonders wohl fühlte, aber auch das melancholische Duett mit ihrer Dienerin Aloisa

(La georgiana Salome Jicia era un’intensa Bianca con un soprano dal timbro bellissimo, che si sentiva particolarmente a suo agio nelle esplosioni drammatiche, ma anche nel duetto malinconico con la sua serva Aloisa)

Für eine solche doch recht einfach gestrickte Geschichte wäre ein realistisches Ambiente nicht am Platz gewesen, und der Regisseur Hugo De Ana als sein eigener Bühnen- und Kostümbildner hatte teilweise abstrakte Bilder entworfen, die aber immer wieder Poesie verströmten und etwa in der Anordnung weinender weibliche Gestalten durchaus auch an Canova erinnerten (…).

(Per una storia così semplice, un ambiente realistico non sarebbe stato appropriato, e il regista Hugo De Ana, in qualità di scenografo e costumista, aveva disegnato alcuni quadri astratti, che trasudavano poesia, ricordando nella disposizione delle figure femminili piangenti anche il Canova.)

Am Pult des Orchesters des Hauses erwies sich Donato Renzetti als ausgezeichneter Sachwalter von Bellinis Jugendwerk (…).

(Sul podio dell’orchestra di casa Donato Renzetti si dimostra un ottimo interprete dell’opera giovanile di Bellini)

Ausgezeichnet auch der von Francesco Aliberti einstudierte Chor des Hauses, der so kraftvoll wie nuanciert sang, obwohl er Masken trug. Die Georgierin Salome Jicia war mit schön timbriertem Sopran eine intensive Bianca, die sich in den dramatischen Ausbrüchen besonders wohl fühlte, aber auch das melancholische Duett mit ihrer Dienerin Aloisa

(La georgiana Salome Jicia era un’intensa Bianca con un soprano dal timbro bellissimo, che si sentiva particolarmente a suo agio nelle esplosioni drammatiche, ma anche nel duetto malinconico con la sua serva Aloisa)

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